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Forum CLS: il resoconto della prima giornata di attività

Nel corso della giornata aperta dal saluto di Papa Francesco, interviste e contributi video di Giraud, Mercalli, Rovelli, Alvarez Pereira e gli interventi di mons. Domenico Pompili e Carlo Petrini.
assemblea pubblica forum CLS 2023

Sabato 14 ottobre all’interno del 6° forum delle Comunità Laudato si’ dal titolo “Laudato si’: raddoppiare l’impegno” si è tenuto presso il Salone dei vescovi nel vescovado di Verona, un pomeriggio di riflessioni aperto al pubblico a partire dall’esortazione apostolica Laudate Deum da poco pubblicata da papa Francesco. Salone gremito con oltre 250 partecipanti, che hanno dimostrato pazienza e disponibilità nell’accettare i piccoli inconvenienti di una partecipazione ben al di sopra delle più rosee aspettative.

L’iniziale performance artistica proposta dal Progetto didattico Laudato si’ (Marcaria – Mantova) e introdotta dalla curatrice Fiorenza Raffagli, ha portato a riflettere sulla grande la responsabilità di ciascuno rispetto a quella risorsa fondamentale che è l’acqua. A seguire, il regalo del saluto di papa Francesco in un video registrato dal vescovo di Verona, Domenico Pompili. Il pontefice ha condiviso la preoccupazione per l’emergenza climatica, rispetto alla quale le istituzioni internazionali sembrano impotenti e invitato all’unica via che può portare al cambiamento ovvero a scelte dal basso, come stanno testimoniando le Comunità Laudato si’ che ha invitato a continuare nel loro impegno.

 

Quindi mons. Domenico Pompili ha salutato i convenuti sottolineando che giunti a questo punto «non è tanto questione di mettere in gioco una semplice transizione ecologica, ma una conversione ecologica: transizione è riduttivo e banale, ma qui siamo davanti a qualcosa di sfidante e nel tempo ancora più urgente. Dobbiamo raddoppiare l’impegno, a partire dalla nostra consapevolezza, guardandoci dall’idea che, in fondo, non sia poi successo niente di così tanto sconvolgente; si tratta quindi prima di fare una conversione mentale e allo stesso tempo di tipo concreto, che riguarda i nostri stili di vita». Quindi ha proposto le parole dello scrittore uruguayano Eduardo Galeano: “L’utopia è come l’orizzonte: cammino due passi e si allontana di due passi. Cammino dieci passi e si allontana di dieci passi. L’orizzonte è irraggiungibile. E allora a cosa serve l’utopia? A questo: serve per continuare a camminare”.

Il pomeriggio è quindi proseguito con il contributo video di Gaël Giraud, economista, matematico e teologo francese ha sottolineato come questa esortazione apostolica è molto importante, che si inserisce nella linea coerente del magistero di papa Francesco tra Laudato si’, Fratelli tutti e Querida Amazonia. Quindi ha sottolineato come il papa denunci quello che chiama il “paradigma tecnocratico”, che si può definire anche ottimismo tecnologico, ovvero un cattivo uso della tecnologia, tra cui l’intelligenza artificiale, che apre alla tragedia. Inoltre, ha evidenziato come papa Francesco denunci che le tradizionali strutture internazionali non sono sufficienti per risolvere le attuali crisi, che siano la pandemia, le guerre o il cambiamento climatico. Quindi, Giraud ha presentato tre strade sulle quali intervenire: il movimento del basso, la creazione di istituzioni che si prendano cura dei beni comuni globali, e il cambiamento nella maniera di vivere il potere e, quindi, di trattare la terra.

Ha offerto un contributo video anche Carlo Rovelli, fisico e divulgatore e scientifico ha esordito esprimendo la sua gratitudine – «di cittadino e intellettuale ateo» come si è dichiarato – per questa esortazione apostolica di papa Francesco e ha sottolineato come la questione non è solo che dei singoli si comportino diversamente, perché è profondamente politica, perché chi è al potere continua a scegliere il benessere del Paese a scapito dell’ambiente, mentre le istituzioni internazionali preferiscono difendere il bene di pochi occidentali imponendolo con le armi e andando a creare sempre più divisioni. Secondo Rovelli, davanti a questo occorre l’impegno individuale, anche e soprattutto al momento del voto, dove è necessario iniziare a non fermarsi alle ideologie o agli slogan, ma appoggiare chi davvero si adopera per i cambiamenti.

In presenza nel Salone dei vescovi è intervenuto Carlo Petrini, fondatore dell’associazione Slow Food e promotore insieme a mons. Pompili delle Comunità Laudato si’: «Questa esortazione è un grido di grande preoccupazione, molto più dura di quanto espresso nella Laudato si’ perché nel frattempo siamo entrati in una situazione di non ritorno, un disastro annunciato che in realtà è già in essere». Petrini ha esortato a prendere sul serio l’appello del papa a fare qualcosa, a partire dalla prossima Cop28 (Dubai, 30 novembre – 12 dicembre 2023) e ha continuato: «Il problema è che manca una governance internazionale, tutti sono concentrati sul proprio Stato, ma occorre intervenire con un’intesa comune perché il disastro annunciato ci coinvolge tutti. Bisogna fare fronte comune: fare politica, essere veri soggetti politici, avere un protagonismo che si traduce in pratiche buone e quotidiane».

Per questo nei prossimi mesi partirà una raccolta firme, un appello a tutte le persone di buona volontà, chiamate ad assumersi la responsabilità di adottare nella loro quotidianità 6 abitudini alimentari virtuose che siano di slancio per la conversione ecologica. Questi sei punti esplicitati da Petrini sono: «mangiare cibo locale, stagionale, diminuire il consumo di proteine animali, ridurre il consumo di cibi ultra processati, ridurre lo spreco alimentare, ridurre il consumo di plastica monouso, ridurre il consumo di acqua».

In lingua spagnola, sottotitolato nel video realizzato dai collaboratori di Slow Food, Carlos Alvarez Pereira, vicepresidente “Club of Rome”, ha esordito: «In questi anni non è cambiato nulla, mentre occorre cambiare presto gli schemi, le capacità di tutti e non solo di un’élite che vede i problemi, vede le soluzioni e le impone alle persone». Ha evocato un cambiamento che sia contemporaneamente sociale, culturale, politico e economico, anche per evitare una crisi di civiltà, fatta di divisioni e fratture. Quindi ha sottolineato come il nostro modello di sviluppo è insostenibile, per cui occorre trovare una nuova via, compatibile con il benessere umano e allo stesso tempo con il benessere di tuto ciò che non è umano. Ha poi provocato: «Consideriamo arretrate alcune culture native dell’America latina o quelle ancestrali dell’Africa, eppure sono all’avanguardia, dato che sono in prima linea anche nell’indicarci nuovi percorsi». Infine, ha concluso con ottimismo ritenendo possibile il cambiamento, a patto che l’umanità non si faccia prendere dall’ansia di trovare e imporre soluzioni immediate, ma si faccia muovere dal desiderio di esplorare nuove soluzioni e dallo scommettere sulla capacità di tutti, reinventando cosa significa essere umani, re-umanizzarsi, tornare ai valori umani fondamentali.

Luca Mercalli, climatologo e divulgatore scientifico ha evidenziato che se un pontefice arriva a mettere in gioco la sua autorità e a pubblicare un documento magisteriale sul cambiamento climatico vuol dire che, a un passo dal cosiddetto “punto di rottura”, non si può rimanere in questa confusione portata dal negazionismo; dietro tutto questo tema e movimento, c’è un’evidenza scientifica, e non solo emozioni o ideologie. A poco dalla prossima Cop «vuole essere una “sveglia”, un non accontentarsi a piccoli passi che possono uscire dall’appuntamento di Dubai, così come anche da quelle meglio riuscire come Parigi 2015, ma porre le condizioni per un’onda lunga che apra a qualcosa di nuovo, mentre si può già intervenire a partire da alcune scelte quotidiane, per esempio in ambito di alimentazione, trasporti, rifiuti e sprechi».

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