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Meeting Rimini, Carlo Petrini: «Non si può parlare di sostenibilità se unico obiettivo è quello del profitto»

Al Meeting di Rimini il fondatore di Slow Food ha parlato di sostenibilità, immigrazione e profitto, nonchè del progetto avviato insieme al vescovo di Rieti monsignor Pompili

«Non si può parlare di sostenibilità a livello economico se l’unico obiettivo è quello del profitto. Anzi è proprio il contrario, sono invece quelle pratiche virtuose, quotidiane, individuali, in favore dell’altro, del bene comune che, se attuate insieme, servono a scardinare le economie del risultato, del profitto a tutti i costi».

Lo ha detto Carlin Petrini, sociologo e fondatore dell’associazione Slow Food partecipando ieri sera all’incontro “Laudato Si’: sostenibile…è umano” in programma al Meeting di Rimini.

Sostenibilità «termine usato e anche abusato», per Petrini, «vuol dire non sprecare, non gettare cibo e indumenti, non inquinare, possedere una visione che salvaguardi l’ambiente, una cultura della solidarietà e della compassione per il prossimo, per chi è più povero. Non solo sostenibilità ambientale, ma anche umana, di relazioni, di confronto, di non prevaricazione».

A tale riguardo il fondatore di Slow Food ha ricordato che «anche noi italiani siamo stati immigrati e quindi accogliere il migrante è un atto di amore e di compassione per chi è minacciato dalle guerre e dalla violenza».

Temi che riconducono direttamente a quel documento di ecologia integrale che è l’enciclica di papa Francesco Laudato si’, un testo «rivoluzionario e di grande attualità sul quale lavorare e agire insieme, credenti e non credenti, in favore della salvaguardia della salute dell’uomo, dell’ambiente, del lavoro agricolo, soprattutto quello delle popolazioni dei continenti più poveri, del sostentamento della casa comune a livello globale».

Da qui la proposta che Petrini e il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, nella cui diocesi si trovano i luoghi tra più colpiti del terremoto del Centro Italia del 24 agosto del 2016, Amatrice e Accumoli, stanno lanciando da tempo, vale a dire la costituzione delle comunità “Laudato Si’” nelle città, nei quartieri, nelle piccole realtà italiane, per seguire gli insegnamenti contenuti nell’Enciclica di Papa Francesco.

Dal Sir

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