Sull'Osservatore Romano

Così le api danno un apporto prezioso anche alle relazioni

La Comunità Laudato si’ Nocetum di Milano nasce in un Centro che ormai da un trentennio realizza progetti che coniugano i temi del sociale con quelli della sostenibilità ambientale, dell’attività agricola e della promozione del territorio. Nocetum ha sviluppato negli ultimi anni il progetto «Dalla terra alla tavola» attraverso il quale si offre formazione professionale a soggetti in situazione di difficoltà, in primis a donne. La coltivazione di frutta, ortaggi e l’allevamento delle api sono finalizzati alla trasformazione, alla cucina professionale e al recupero sociale e ambientale. All’interno del frutteto è posizionato un piccolo apiario costituito attualmente da venti arnie, gestito rispettando i cicli naturali e biologici delle famiglie all’interno di ciascun alveare, sempre con il fine della valorizzazione e della protezione delle api e dell’ambiente circostante. Le api all’interno della City Farm trovano sostentamento nettarifero vario, dalle fioriture del prato polifita ai fiori delle orticole, dalle piante ai piccoli frutti, fino a sconfinare nelle aree adiacenti del Parco della Vettabbia e del bosco di Rogoredo-Porto di Mare nei quali trovano altre fonti di nettare sui prati.

L’apiario è anche una grande esperienza didattica per le scolaresche che, oltre a poter vedere bene la vita delle api sia in campo sia attraverso un’apposita bacheca trasparente, vengono coinvolte in piccole attività di lavorazione della cera e nella degustazione dei mieli. Durante le esperienze didattiche si introducono inoltre spiegazioni sull’agro-ecologia e sul biologico insieme al valore nutraceutico dei prodotti dell’alveare. In quasi tutti i Paesi del mondo esiste l’attività di apicoltura, che rappresenta un ambito di scambio multiculturale e intergenerazionale molto adatto ai fini delle relazioni sociali e dei percorsi formativi e lavorativi soprattutto di donne immigrate, in quanto i ritmi lavorativi risultano, per il tipo di conduzione di vita e contesto culturale, particolarmente confacenti alla cura della famiglia. «La visione globale di questa attività e l’attuale produzione di miele e propoli — dicono i referenti — ci ha portato a programmare in futuro il raddoppio del numero di arnie, al fine di formare nuovi apiari da localizzare in zone protette nelle aree limitrofe. Nell’estate del 2021 abbiamo così posizionato un nuovo apiario nel bosco di Porto di Mare e stipulato un accordo con Italia Nostra-Cfu che comprende anche la possibilità di visite guidate per scuole e cittadini». Il bosco si trova nella porzione sud-est di Milano, vicino alla stazione di Rogoredo, ed è stato nel recente passato al centro delle cronache a causa del degrado, dello spaccio e del diffuso senso di insicurezza, tanto da venire denominato “il bosco della droga”.

Oggi l’opera di riqualificazione ambientale, la pulizia delle aree e la continua azione di presidio hanno contribuito a ridare alla città un polmone verde di più di sessanta ettari, dove il collocamento delle arnie rappresenta un «fiore all’occhiello» della cornice di una nuova rigenerazione.

Foto di PollyDot da Pixabay

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