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E a Rieti nasce un giardino dedicato alla Laudato si’

Don Rino Nicolò, ha realizzato per la parrocchia reatina di Madonna del Cuore un parco dedicato all’enciclica di papa Francesco, raccogliendo l’invito partito dal vescovo Domenico in occasione della Giornata della Parola

L’invito era arrivato dal vescovo Pompili lo scorso ottobre, in occasione della Giornata della Parola. Per l’occasione, infatti, alla Diocesi di Rieti don Domenico non si era limitato a donare l’edizione diocesana del Vangelo di Matteo, ma a ogni parrocchia aveva simbolicamente affidato un albero. Un richiamo alla cura del creato che scaturisce dall’enciclica Laudato si’ di papa Francesco, fa riferimento alle omonime Comunità che la Chiesa di Rieti e Slow Food hanno aiutato a nascere in tutta Italia, e riprende l’appello a piantare un albero per ogni cittadino italiano lanciato con successo da Stefano Mancuso, Carlo Petrini e lo stesso monsignor Pompili.

In questi giorni, è stato don Rino Nicolò a dare forma, a modo suo, all’idea. La parrocchia di Madonna del Cuore, nella prima periferia della città reatina, ha infatti preso in gestione un’area di verde pubblico dal Comune di Rieti per creare un Parco Laudato si’. Ma nel prato affidato a don Rino non è stata messa a dimora una sola pianta, ma ben 58, seguendo un ragionato piano simbolico. Al centro, tra le diverse specie piantumate, c’è un leccio, «ad indicare – spiega il sacerdote – che la nostra vita dev’essere ben radicata». Nel Vangelo, ovviamente, che dà riferimento e concretezza al quotidiano. Attorno al punto centrale, si trovano poi tre cipressi.

«Qualcuno penserà al cimitero – scherza don Rino – ma questi alberi non hanno a che fare con la morte, ma con la vita e la risurrezione. Ben piantanti al suolo, ma slanciati verso l’alto, ci ricordano che per santificare la terra bisogna saper guardare il cielo». E poi ci sono ancora altre piante: aceri, Ibiscus, alloro… un richiamo alla varietà del creato che non solo suscita stupore per sua bellezza, ma richiede anche la cura dell’uomo.

Il parco ha quattro ingressi e anche qui si può fare riferimento al significato simbolico dei numeri. Più immediato è di sicuro l’apprezzamento del quartiere per un’area tenuta in ordine e abbellita, tutta dedicata alla natura. «Al momento non pensiamo di attrezzarla – spiega il parroco – spazi verdi per giocare o godere di un po’ di ombra sulle panchine già ci sono». Come a dire che il fazzoletto verde adottato dalla parrocchia punta a dare un altro messaggio, fatto dei colori delle foglie, della forma e della qualità dei fusti, del profumo dei fiori. Un messaggio che fa dire con l’altro Francesco, il santo: «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba».

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