Sull'Osservatore Romano

Invertire la rotta

“Potenza & Dintorni”. È questo il nome dato alla Comunità Laudato si’ nata nel maggio dello scorso anno per per iniziativa di persone e gruppi di diversa estrazione sociale e culturale, accomunati da una particolare sensibilità verso i temi ambientali, sociali, culturali e spirituali. Nella comune consapevolezza che «non ci sarà una nuova relazione con la natura senza un essere umano nuovo», perché «non c’è ecologia senza un’adeguata antropologia», come scritto da Papa Francesco nella sua enciclica.

Oltre al parroco di Rapone, paese della Basilicata in prossimità del fiume Ofanto, fanno parte della Comunità alcuni associati all’Associazione Scout Cattolici Italiani, Esploratori e Guide d’Italia di Basilicata, l’Azione Cattolica di Rapone, la “Comunità Triepi” del Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani, il Movimento “Terre libere di Gaia” e singole persone che abitano nei dintorni del territorio e hanno maturato esperienza nell’ambito dell’associazionismo laico e cattolico.

Nel solco della tradizione mistica della Chiesa, la Comunità intende avviare processi nell’ambito della spiritualità ecologica, al fine di acquisire e far acquisire quello sguardo contemplativo, indispensabile per guardare al paradigma dell’ecologia integrale della Laudato sì. Fare così in modo che i temi dell’enciclica, in particolare quelli che fanno riferimento all’agricoltura, all’acqua e all’ecologia urbana, prendano corpo attraverso il campo dell’educazione, delle buone pratiche, della condivisione e della capacità di fare rete. Tra le attività messe in campo, la creazione dell’oasi “Laudato si’ mi’ Signore” su un terreno adiacente al fiume Triepi, nel comune di Ruvo del Monte, a metà strada tra la città di Bari e quella di Napoli.

Una sorta di punto di riferimento per promuovere percorsi spirituali utili a risvegliare i più assopiti stati d’animo e percepirsi come parte del tutto, attraverso il cammino, il silenzio, la meditazione, le parole del Vangelo. Il tutto attraverso una profonda immersione nella natura, alla riscoperta dei luoghi sacri del territorio lucano, vissuti da eremiti, basiliani, francescani delle origini, ordini monastici, santuari mariani e micaeliti, presenze di santi e di beati che hanno vissuto appieno queste zone. Tra le altre attività previste, l‘organizzazione di trekking eco-biblici e giornate esperienziali per incentivare l’incontro con le espressioni naturali, storiche, artistiche del territorio e con le sue manifestazioni di vita, anche più piccole.

«Intendiamo inoltre sviluppare incontri tra le varie realtà di fede, sia cattoliche che di altre confessioni, lavorare per un progetto di fratellanza cercando di incontrare anche realtà in contrasto tra loro, portando un messaggio cristiano di pace e fratellanza», dicono i referenti. La comunità si occupa inoltre di diffondere esperienze utili alla promozione di una agricoltura sociale a basso impatto ambientale, utilizzando terreni privati già disponibili, tra cui un meleto della diocesi di Melfi in comodato d’uso della parrocchia di Rapone, con orti di “permacoltura” ed agricoltura sinergica.

«Ci occupiamo di avviare, in un territorio particolarmente ricco di sorgenti e bacini idrici, eventi per sensibilizzare ed educare ai diritti dell’acqua, e a sostegno di uno sviluppo sostenibile legato alle attività agro—silvo—pastorali e ad un artigianato legato alle risorse naturali dei territori», dicono da Potenza. Per promuovere una consapevolezza e un impegno in merito al consumo etico delle risorse del territorio e alla sua gestione, nonché alla salvaguardia degli ecosistemi vitali per il ciclo dell’acqua e fonte preziosa di biodiversità e ad eliminare le cause che determinano il degrado e l’inquinamento della biosfera.

Foto di Peter H da Pixabay

Previous ArticleNext Article