Sull'Osservatore Romano

Ambiente e salute tra inquinamento e covid

Lo scorso sabato 23 aprile si sono ritrovate a Cremona le associazioni e i comitati di Rete Ambiente Lombardia impegnati sui temi della salute e dell’ambiente, per confrontarsi sull’inquinamento dell’aria. È la prima volta che tante realtà del volontariato ambientale e sociale si incontrano dopo le restrizioni del Covid, proprio a Cremona, la seconda città più inquinata d’Europa per Pm 2,5.

Rete Ambiente Lombardia, nata pochi mesi fa per iniziativa di alcune personalità tra le quali don Lorenzo Maggioni, docente all’Università Cattolica di Milano, riunisce credenti e non credenti, tutti interessati alla salvaguardia della nostra casa comune.

Le realtà che ne fanno parte su base volontaria, pur mantenendo la propria identità e missione, cercano di trovare convergenze e soluzioni condivise alle gravi criticità ambientali che le istituzioni e i diversi partiti faticano ad affrontare sia a livello locale che regionale e nazionale.

Non sfugge a nessuno che la guerra in corso nel cuore dell’Europa dovrebbe spingere l’Italia a rendersi più indipendente dalle fonti fossili, e ad accelerare la transizione ecologica verso le fonti rinnovabili. Così come è evidente che la corsa al riarmo convenzionale e nucleare distrae risorse disponibili a raggiungere gli obiettivi ambientali e sociali dell’Agenda 2030 dell’Onu.

Del nodo tra scelte dell’ecologia integrale e ritardi della politica si è parlato nell’incontro di sabato mattina presso l’Oratorio di Cavatigozzi, quartiere simbolo del difficile rapporto tra amministrazioni e democrazia partecipata, tra ambiente e lavoro, tra interessi economici consolidati ed esigenze dei cittadini.

Il secondo momento della giornata è stato incentrato su una ricognizione dei luoghi compromessi della periferia industriale della città.

Il terzo momento aperto a tutti, presso Centro pastorale diocesano, è stato il Convegno medico-scientifico di Rete Ambiente Lombardia, in collaborazione con la sezione territoriale dell’Istituto Ramazzini di Bologna, il più grande istituto indipendente di ricerca medico-scientifica in Europa. Gli Stati generali sul Clima, Ambiente, Salute della provincia di Cremona, di cui fanno parte anche le Comunità Laudato si’ di Cremona, Viadana e Marcaria, hanno curato il coordinamento organizzativo.

I relatori del convegno hanno evidenziato, con dati inconfutabili, lo stato dell’inquinamento dell’aria, le cause che lo determinano e il rapporto tra polveri sottili e aggravamento delle condizioni di salute da Covid-19. Conoscere a fondo le cause del fenomeno è una condizione indispensabile per prospettare le politiche economiche, sociali e sanitarie in grado di abbattere l’inquinamento dell’aria e prevenire con efficacia le conseguenze che ne derivano. Da qui, l’importanza delle indagini epidemiologiche in corso e non ancora terminate, per monitorare gli effetti sulla salute, così come l’importanza di avere enti di controllo che siano davvero indipendenti.

Il convegno ha offerto piste interessanti per possibili politiche sia locali che regionali, e ha anche aperto un canale di contatto con il movimento Fridays for Future.

Photo by Isaac Quesada on Unsplash

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