Sull'Osservatore Romano

Fatti concreti sulla spinta della «Laudato si’»

L’idea delle Comunità Laudato si’ nacque ad Amatrice, nella distruzione dei primi mesi dopo il terremoto del 2016, quando Carlo Petrini, accompagnato del vescovo di Rieti Domenico Pompili, si recò in visita nelle zone colpite dal sisma. Lo sfacelo di quella tragedia, chiedeva di guardare con occhi nuovi il rapporto tra uomo e ambiente e le ragioni della Laudato si’ di Papa Francesco. Un’enciclica che invoca una diversa relazione con la natura, a oltre sei anni dalla pubblicazione oggi più che mai attuale, anche alla luce della pandemia che stiamo vivendo, che ci ha riportati prepotentemente con i piedi per terra.

Nel 2018 l’idea viene concretizzata e definita, e le Comunità nascono gradualmente in tutta Italia, per diffondere il pensiero che anima l’enciclica di Papa Francesco e trasformarlo in azioni e modi di vivere nuovi e più aderenti alle necessità del pianeta. L’appello, libero e aperto, è rivolto «a tutti gli uomini di buona volontà, credenti e non credenti», che vogliano impegnarsi formando un’aggregazione libera e spontanea, senza cavilli o verbali, che tramuti in azioni concrete, seppur piccole ma costanti, l’appello del Papa.

Ad oggi, le Comunità sono circa una cinquantina, e talvolta sono vere e proprie “sentinelle” sul territori che tengono alta l’attenzione su temi sociali e ambientali: come ad esempio quella di Crotone, che lavora ogni giorno per mantenere accesi i riflettori sul recupero del proprio territorio martoriato da depositi di scorie e immondizie. Un lavoro messo in campo da giovani e per i giovani, perché non abbassino mai la guardia sulle situazioni che incombono sulle loro zone d’origine.

La Comunità di Stupinigi, alle porte di Torino, ha saputo coinvolgere i ragazzi in un’attività che ha preso gradualmente sempre più piede: intorno al forno solidale che cuoce pani di qualità si alterna infatti un gruppo eterogeneo che comprende anche giovani e giovanissimi. Ogni domenica il forno solidale impasta, cuoce nel forno a legna e distribuisce gratuitamente alle famiglie più colpite dalla crisi il pane prodotto con le farine dei grani antichi di Stupinigi. La distribuzione casa per casa facilita inoltre l’incontro generazionale, e sprona i ragazzi a toccare con mano i bisogni del proprio territorio.

Ad Anagni e Alatri, nel Lazio, sono due insegnanti ad avere dato vita ad una Comunità Laudato si’: le attività del professor Lorenzo e del professor Matteo si incentrano sulla coscienza critica degli studenti, coinvolti in iniziative educative, formative ed ambientali. «Lo studio teorico delle problematiche legate all’inquinamento e degli strumenti per contrastarlo conduce i ragazzi a prendere coscienza dell’importanza dei piccoli gesti quotidiani e, allo stesso tempo, li indirizza verso più grandi manifestazioni, come la ripulitura di alcune zone della propria città o la piantumazione di alberi», dicono Lorenzo e Matteo.

La Comunità Laudato si’ nata a ridosso delle mura medievali di Rieti è invece un gruppo davvero speciale, nato da giovani per i giovani. Il gruppo Rieti 1 sorge all’interno del Centro per ragazzi autistici Sant’Eusanio coordinato dalla onlus Loco Motiva, che si impegna ogni giorno per superare le incomprensioni di linguaggio e creare una chiave di lettura solidale ed ecoambientale che sia da stimolo per tutti gli ospiti della struttura. Sono nate così iniziative per la diffusione della cultura del riciclo e del riutilizzo, attività laboratoriali di riciclo delle biciclette, mercatini solidali dell’usato, raccolta e riutilizzo di attrezzature elettriche-elettroniche in disuso e addirittura lo spettacolo Laudando, in cui a calcare il palcoscenico leggendo brani tratti dall’enciclica sono stati gli stessi ragazzi autistici.

Dal centro, al Nord. Nocetum, alle porte di Milano, accoglie al suo interno una comunità per donne e bambini che si trovano in situazioni di disagio e fragilità, e propone loro servizi di formazione ed integrazione sul territorio. Con un occhio particolare ai più piccoli, per i quali si organizzano servizi di doposcuola e percorsi didattico-educativi.

A Brescia invece, L’Ortoc’è, e il fantasioso laboratorio di ortoculture raccoglie sempre più adesioni. I ragazzi imparano e si divertono, toccano con mano le difficoltà della cura della terra e per questo imparano ad apprezzare maggiormente la genuinità dei prodotti che ne nascono.

Molto attiva soprattutto verso i bambini la Comunità Salvaterra della Romagna Forlivese. Sull’onda della consapevolezza che sono loro, i piccoli, le nuove leve a cui affidiamo il futuro del nostro pianeta, la Comunità li ha resi protagonisti di diverse iniziative. In occasione della Giornata della Terra è stato consegnato a catechisti ed educatori il Cantico delle Creature con il mandato di sensibilizzare i bambini ai temi ambientali e al rispetto del creato. E i piccoli hanno risposto con l’entusiasmo che li contraddistingue, preparando testi e cartelloni divulgativi da esporre nella piazza principale di Forlimpopoli, alla presenza delle autorità cittadine.

E mentre in Brianza, con la Comunità di Bovisio Masciago, i giovani vengono coinvolti nel plogging, uno sport che mira a rimuovere i rifiuti mentre si corre, all’ombra del Vesuvio la Comunità Trecase, capitanata dall’energico don Federico, sparge semi di solidarietà e coscienza ambientale nei cuori dei suoi giovani parrocchiani. Intanto, in quel di Varese, la Comunità Pachamama, che era una comunità prima ancora di diventarlo sulla carta, prosegue ad accogliere giovani da tutta Italia per promuovere l’esperienza comune come possibile scelta di vita.

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