Sull'Osservatore Romano

L’economia circolare dei rifiuti

La Comunità Laudato si’ Napoli 1 nasce nel dicembre 2019 per iniziativa di un gruppo di membri dell’Augustissima Arciconfraternita dei Convalescenti e dei Pellegrini, «un’istituzione che si è sempre occupata di attività caritatevoli, presente nel capoluogo campano da 440 anni», racconta il referente Nicola Lavorgna. Allo stato attuale il gruppo è composto da dodici membri, tutti confratelli, che hanno condiviso il progetto di sviluppo di una maggiore sensibilità ambientale, coniugando il concetto della consapevolezza nei piccoli gesti quotidiani.

A causa dell’emergenza causata dalla pandemia, la Comunità ha dovuto sospendere tutte le attività in presenza, tuttavia, come programmato, non ha smesso di tessere relazioni con le scuole e con gli ordini professionali per l’organizzazione di incontri sul tema della consapevolezza ambientale e dell’economia circolare. Ispirati dal movimento Friday For Future messo in campo dall’attivista Greta Thumberg, il gruppo infatti ha ideato un progetto rivolto alle stakeholder istituzionali basato sul risveglio delle coscienze riguardo le tematiche ambientali, prendendo come esempio l’enciclica Laudato si’.

«L’idea è quella di agire e di promuovere attività di sensibilizzazione su certe tematiche in primo luogo tra le giovani generazioni, con il coinvolgimento delle scuole e del corpo docente attraverso, ad esempio, percorsi formativi che si concretizzano in vere e proprie gare tra gruppi di studenti. Le gare, effettuate su progetti dal tema ambientale, troveranno poi conclusione in un’unica giornata di lavoro nella quale i ragazzi procederanno ad esporre le loro idee che, dopo essere state valutate da una platea qualificata, verranno premiate», dicono i referenti.

Analogamente, la Comunità si prefigge anche lo scopo di raggiungere ed interloquire con gli ordini professionali e gli operatori industriali attraverso workshop dedicati alle materie ambientali, tenendo conto del tessuto economico del territorio. Un altro proposito su cui lavora il gruppo è quello dell’economia circolare. «Il problema di fondo è che produciamo troppi rifiuti, non capendo che in natura non esiste scarto, ma materie prime.

Tutto ciò che viene prodotto ha uno scopo e tutto ciò che diviene rifiuto si trasforma in nuova risorsa, innescando un circuito virtuoso che si autoalimenta. Ecco cosa si intende per “economia circolare dei rifiuti”, un sistema in cui si supera il percorso produzione-consumo-smaltimento per sostituirlo con un modello, appunto, circolare, dove il prodotto di scarto finale viene re-immesso in circolo come materia prima seconda. Bisogna superare l’idea del prodotto a vita breve e integrare nella nostra filosofia l’idea della durata, del riutilizzo, della riparazione, della ricostruzione e del riciclaggio».

Il tema principale su cui si basa l’operato della Comunità è quindi quello della consapevolezza, intesa come sensibilizzazione dei singoli nel comprendere che anche i gesti quotidiani hanno un enorme impatto sul creato. «I ragazzi ergono a difesa del loro modus operandi poco sostenibile il fatto che ad inquinare siano le multinazionali. Noi, invece, siamo fortemente convinti che la vera rivoluzione per aiutare la Terra parta dai piccoli».

Foto di Shirley Hirst da Pixabay

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