Sull'Osservatore Romano

Oltre ogni ostacolo

La Comunità Laudato si’ di Alba nasce nel 2018 su iniziativa di Slow Food, nella persona di Fulvio Prandi e con il sostegno del settimanale «Gazzetta d’Alba», attivo sul territorio della provincia di Cuneo e Asti da più di un secolo e sempre attento ai problemi ambientali. Fino al 2019 la Comunità si ritrovava ogni secondo o terzo mercoledì del mese, con un’attività incentrata principalmente alla raccolta di fondi per la Casa del Futuro di Amatrice. Per divulgare i principi dell’enciclica sono stati inoltre organizzate incontri sul tema ambientale e percorsi a piedi lungo il Tanaro per visionare in prima persona l’assetto idrogeologico degradato del fiume e la sporcizia sulle sue rive.

Il 2020 è stato un anno nero per il gruppo di Alba. Prima il covid, poi la morte di Andreanna Eusebio, instancabile coordinatrice della Comunità: due eventi che hanno di fatto disperso la compagine. Ma non tutto è andato perduto. Alla fine del lungo lockdown i “rimasti” si sono dati appuntamento di nuovo presso il Centro San Paolo di Alba, per rimettere insieme quanto possibile e organizzare nuove iniziative. È stato nominato un nuovo coordinatore, Giovanni Montani, e si è ripartiti da capo nonostante la distanza utilizzando le tecnologie digitali. «Con la seconda ondata del virus siamo riusciti a tenere unito il gruppo attraverso riunioni mensili utilizzando una piattaforma online», dicono i referenti. «Abbiamo inoltre aderito alla campagna lanciata da Papa Francesco sulla piantumazione di alberi, insieme ad altri quattro comuni della Langa: Borgomale, Somano, Rodello e Albaretto della Torre. In questo autunno pianteremo alberi coinvolgendo la popolazione locale».

Ma non solo: la Comunità di Alba è infatti molto attiva anche attraverso giornate finalizzate alla pulizia dei boschi e ha partecipato a riunioni di protesta sul territorio contro la distruzione di boschi per la cementificazione del territorio. «Il territorio delle Langhe è il nostro campo di azione. Ha da qualche anno ricevuto la certificazione dall’Unesco come patrimonio dell’umanità e questo ha permesso l’arrivo di un numero enorme di turisti giunti a visitare il territorio. Ma occorre continuamente vigilare per preservarlo». In questo momento la Comunità è impegnata in un progetto molto grande e difficile. Dire Langhe è dire vigneti, è dire vini famosi nel mondo. Per la raccolta dell’uva si assiste da qualche anno all’arrivo di migranti che arrivano sul territorio per la vendemmia d’autunno e poi tornano a febbraio per le potature. Arrivi che hanno sconvolto il territorio, poiché le Langhe non erano affatto preparate all’arrivo di centinaia di persone a cui dare lavoro, vitto e alloggio. «L’anno scorso è stato davvero difficile — dicono dalla Comunità — ma quest’anno il Comune, in collaborazione con tutte le associazioni che si sono dette disponibili a collaborare, ha cercato di porre rimedio a questa emergenza».

La Comunità Laudato sì di Alba è parte attiva di questo tavolo: «L’arrivo di queste persone ha segnato anche l’avvento di una certa illegalità, dovuta al caporalato e alla criminalità organizzata che sotto forma di cooperative fittizie ha offerto contratti di lavoro non in regola. A tutto questo stiamo lavorando per fare in modo che dal prossimo anno ci sia una struttura permanente che possa accogliere queste persone necessarie al territorio in maniera dignitosa e trasparente».

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