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La Comunità Salvaterra della Romagna Forlivese in campo per la Rotta Balcanica

Il Presidio Libera Forlimpopoli "Giuseppe Letizia", la Comunità Laudato sì Salvaterra della Romagna Forlivese di Forlimpopoli e Libera Forlì Cesena hanno promosso un incontro on line per sensibilizzare l’opinione pubblica e per una raccolta fondi in aiuto alla “Rotta Balcanica-Emergenza Bosnia"

Il Presidio Libera Forlimpopoli “Giuseppe Letizia”, la Comunità Laudato sì Salvaterra della Romagna Forlivese di Forlimpopoli e Libera Forlì Cesena hanno promosso un incontro on line per sensibilizzare l’opinione pubblica e per una raccolta fondi in aiuto alla “Rotta Balcanica-Emergenza Bosnia”.

Una via di transito che le persone rifugiate utilizzano e che va dai confini turco-greci fino a Trieste, passando per Grecia, Macedonia, Serbia e Ungheria o dalla Bosnia per la Croazia e la Slovenia (questi ultimi due Paesi dell’UE, insieme a Grecia e Ungheria).

Donne, uomini e bambini che scappano dal proprio Paese di origine per mettersi in situazioni di pericolo e sovente di illegalità (molto spesso queste persone non avendo canali di viaggio legali devono affidarsi a trafficanti che chiedono mediamente oltre mille dollari a testa per “farti arrivare in Europa”). Le ragioni principali: guerre, conflitti armati, terrorismo e instabilità del proprio Paese; disuguaglianze economiche che impediscono ogni prospettiva di vita; mancanza di cibo, acqua e servizi sanitari; desertificazione delle terre; “land grabbing” (un fenomeno “recente” per cui multinazionali e grandi fondi di investimento comprano le terre migliori dai Paesi più’ poveri e le destinano a produzioni o allevamenti speculativi) per paesi più ricchi.

Hanno partecipato all’incontro circa 40 donne e uomini anche in rappresentanza di associazioni e gruppi di persone. Oltre ai promotori dell’incontro erano rappresentate la Caritas diocesana di Forlì-Bertinoro, Caritas Forlimpopoli, Barcobaleno Forlimpopoli, Azione Cattolica, Gruppo Giovani Comunità Cristiana, Comitato Per La Lotta Contro La Fame Del Mondo, Anpi Forlimpopoli, Ufficio Diocesano Migrantes.

Sono intervenuti: Franco Ronconi, referente LIBERA contro le Mafie, Forlì-Cesena, che ha evidenziato la forte criticità e le vergogne dell’Europa nei territori della “Rotta Balcanica” e le sensibilità di LIBERA tutta, Associazione di 1500 Associazioni e del suo fondatore Don Luigi Ciotti verso i fratelli profughi e migranti;

Don Filippo Foietta, della Comunità Laudato sì Salvaterra, che riassumendo il percorso dalla Laudato sì alla Fratelli Tutti ha evidenziato come il male di tutti i mali secondo papa Francesco sia «l’indifferenza, il non preoccuparci dei mali che ci stanno intorno, del nostro prossimo che soffre».

A qualche giorno di distanza questo percorso è stato ripreso da papa Francesco stesso che nel recente viaggio in Iraq ha affermato che «il mondo non ha ancora preso coscienza che migrare è un diritto umano».

Filippo Monari, Caritas Diocesana Forlì-Bertinoro, ha affrontato azioni concrete di intervento per portare gli aiuti in queste tristi terre. Primo fra tutti in questo periodo contingente la raccolta fondi non disgiunta da aiuti concreti e finalizzati come un autocarro di beni di prima necessità che è in partenza da Forlì. Poi nel breve medio periodo si spera di poter aumentare gli aiuti tramite altri autocarri che si recheranno nei luoghi dell’emergenza.

Ad impreziosire l’incontro è intervenuto anche Musli Alievski, dell’associazione Stay Human di Pesaro, la quale ha già attuato una trentina di missioni in questi territori, raccontate con passione e grande chiarezza, riprendendo dal vivo e circonstanziando tante criticità, prime fra tutte le gravissime condizioni di vita e le grandi difficoltà di portare soccorsi di ogni tipo.

Davide Rosetti e Michele Balestra del “Comitato per la lotta contro la fame del mondo” hanno presentato la rete di solidarietà di tante associazioni che ha come capofila il Comitato e raccontato che un camion di aiuti è quasi carico e pronto a partire e l’intenzione è quella di fare trasporti continuativi e mirati nel tempo.

La Diocesi di Forlì-Bertinoro, attraverso la Caritas, da qualche tempo ha iniziato una raccolta fondi per sostenere le iniziative, soprattutto mirando ad acquisti ed attività in loco.
Un interessato e attivo dibattito ha concluso la serata.

«Crediamo che sia interessante soprattutto la rete di collaborazioni che si è creata, e che potenzialmente si può ampliare tantissimo, di singoli, associazioni, gruppi di ogni tipo e di sensibilità diverse. La direzione comune è quella di affrontare questo drammatico problema, purtroppo nascosto ai più, a causa delle notizie sulla pandemia o sulle questioni di governo. Con la morte dell’ambasciatore del Congo Attanasio e della sua scorta abbiamo avuto un altro esempio di come le crisi umanitarie, di ogni tipo, purtroppo passate in secondo piano, siano ancora lì ad attendere soluzioni durature e profonde. La politica, le organizzazioni, la gente comune, non può dimenticare o chiudere gli occhi davanti a quanto succede a poche centinaia di km da casa nostra.
Portiamo all’attenzione di tutti quanto dice papa Francesco al paragrafo 129 di Fratelli Tutti: “Quando il prossimo è una persona migrante si aggiungono sfide complesse. Certo, l’ideale sarebbe evitare le migrazioni non necessarie e a tale scopo la strada è creare nei Paesi di origine la possibilità concreta di vivere e di crescere con dignità, così che si possano trovare lì le condizioni per il proprio sviluppo integrale. Ma, finché non ci sono seri progressi in questa direzione, è nostro dovere rispettare il diritto di ogni essere umano di trovare un luogo dove poter non solo soddisfare i suoi bisogni primari e quelli della sua famiglia, ma anche realizzarsi pienamente come persona. I nostri sforzi nei confronti delle persone migranti che arrivano si possono riassumere in quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Infatti, «non si tratta di calare dall’alto programmi assistenziali, ma di fare insieme un cammino attraverso queste quattro azioni, per costruire città e Paesi che, pur conservando le rispettive identità culturali e religiose, siano aperti alle differenze e sappiano valorizzarle nel segno della fratellanza umana». Ciò implica alcune risposte indispensabili, soprattutto nei confronti di coloro che fuggono da gravi crisi umanitarie.”

Link della registrazione della serata:
https://www.youtube.com/watch?v=6nxCobrsEUI

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